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Progetto Piano, troppi veti? sottolineatura

la Repubblica 31 03 2006 Venerdì 31 marzo 2006 su "la Repubblica", tra le pagine di Genova, è stato pubblicato un articolo dal titolo "Dentro l'Affresco una città bloccata da troppi veti". Come in altri precedenti articoli su vari quotidiani, è stata ricordata la "sindrome" del "non nel mio giardino", una simpatica definizione dell'approccio locale alle innovazioni scomode ma necessarie. L'etichetta in questione è stata utilizzata per descrivere il tipo di accoglienza riservata da Genova al progetto di Renzo Piano per il waterfront.

la Repubblica 31 03 2006 Per quanto le opinioni espresse nell'articolo possano rappresentare una lecita difesa degli interessi economici ed anche occupazionali di chi opera e lavora nel porto, non condivido l'aspetto univoco della descrizione fatta. Si può condividere l'idea per cui l'affresco rappresenti una via per lo sviluppo portuale genovese ma ciò di cui non si tiene conto sono gli altri interessi di chi con il porto non ha nessun rapporto.

Per il ponente genovese, non si tratta di sindrome da "non nel mio giardino" ma, si dovrebbe parlare di "non SEMPRE nel mio giardino". I presunti risarcimenti contenuti nell'affresco sono a mio parere tutti da dimostrare. I miglioramenti assomigliano sempre più a peggioramenti marginalmente limitati.

Proverò a esporre un esempio forse un po' semplice. Nel 1932 la "guida pratica ai luoghi di soggiorno e di cura d'Italia" del "Touring Club Italiano", descriveva così Pegli: "Luogo di villeggiatura d'antica fama, ed insieme quartiere residenziale della vicina metropoli, Pegli unisce i vantaggi d'un soggiorno riposante e confortevole a quelli d'essere in prossimità d'un grande centro urbano". Indica inoltre il periodo ottobre - maggio adatto al soggiorno climatico e quello giugno - settembre per i bagni. Evidenzia anche la maggior frequentazione tra luglio e agosto. Segue un elenco di tredici tra alberghi e pensioni.

Analogamente dalla parte opposta di Genova, a Nervi, si evidenzia la speciale frequentazione tra fine settembre e maggio con massimi tra marzo e maggio. Segue un elenco di diciotto tra alberghi e pensioni.

Dalla lettura, nel 1932, sembra lecito ipotizzare per le due località un futuro turistico simile.

Mi sono domandato cosa sarebbe successo al valore della proprietà di due case nei due centri abitati.

Nel 2005, un signore pegliese scopre che la sua abitazione viene valutata tra i 2000 ed i 3000 Euro/mq. Un signore di Nervi riscontra invece, per la stessa tipologia di appartamento, una valutazione tra 2700 e 4000 Euro/mq.

La differenza è evidente, tra i 700 ed i 1000 Euro/mq.

Pegli, Agenzia del Territorio, valore di mercato

Nervi, Agenzia del Territorio, valore di mercato

Per quanto riguarda la ricettività turistica, a Nervi sono rimasti una decina tra alberghi e pensioni mentre a Pegli ne restano quattro.

E' evidente che le potenzialità turistiche pegliesi del 1932 sono state sacrificate con conseguente perdita di valore immobiliare ma anche di possibile occupazione di categoria.

Non a torto si afferma che non si fa la storia "con i se e con i ma", però è lecito domandarsi perché si è sempre scelto di sacrificare il ponente in favore dell'economia portuale senza valutare le perdite economiche e di qualità della vita di chi non rientra nel "sistema porto". fine

Ghe.Ra.


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